La Tecnologia “Water Jet” – hight selected

La tecnologia “water jet” è in grado di disintegrare gli pneumatici con elevata selettività consentendo di ottenere prodotti di recupero richiesti sul mercato con valori particolarmente elevati, tanto da rendere il processo estremamente conveniente sul piano economico. Infatti, i getti d’acqua disgregano e polverizzano la gomma, lasciando la carcassa dello pneumatico, costituita da una rete di fili d’acciaio, intatta e perfettamente ripulita (al 99%). Il granulato di gomma così ottenuto viene privato della materia tessile e successivamente sottoposto a processo di essiccazione e vagliatura. Il polverino, di dimensioni sub-millimetriche (micron), ottenibile classificando il granulo o trattandolo con successive tecniche di comminuzione, è richiesto per applicazioni di nicchia ad alto valore aggiunto.
Il trattamento con getto d’acqua può essere eseguito in diversi modi, alternativi o integrativi:

  • la disgregazione può avvenire utilizzando getti d’acqua ad alta pressione, generati attraverso ugelli a sezione circolare montati su una testa rotante;
  • risultati similari possono essere ottenuti tramite una nuova configurazione del getto, in fase di brevetto, che consente di ridurre e meglio impiegare l'energia idraulica;
  • l’uso dei getti abrasivi consente di trattare anche pneumatici “over-size”, quali quelli impiegati nell’industria mineraria.

I risultati ottenuti presso il DIGITA, sono stati considerati talmente interessanti, da rendere necessaria la creazione di un “Centro Ricerche”, sotto forma di “spin-off”, dove le sperimentazioni di carattere industriale possano essere adeguatamente sviluppate superando i limiti degli spazi inadeguati disponibili presso le strutture universitarie. Gli aspetti innovativi possono essere sintetizzati come segue:

  • preparazione preliminare presso i gommisti (sezionamento degli pneumatici ed imballaggio separato delle fiancate e del battistrada con bandelle di plastica per facilitare il trasporto);
  •  riduzione del costo del trasporto e del volume del parco materiali presso l’impianto;
  • alimentazione in due linee parallele e trattamento separato del battistrada e delle fiancate;
  • disgregazione con getto d’acqua secondo la nuova configurazione in fase di brevetto;
  • recupero della gran parte dell’acqua in griglia curva e sedimentatore a lamelle con eventuale aggiunta di agenti flocculanti e/o disperdenti;
  • selezione delle fibre tessili dal granulato di gomma con tecniche di separazione per equivalenza in acqua e rimozione delle fibre residue dalla matassa di fili metallici per “ventilazione” in fase di essiccamento finale;
  • eventuale macinazione “fine” del granulo con mulino a pioli ad alta velocità.

Un aspetto innovativo particolarmente importante, perché sin ora mai applicato in pratica per la disgregazione degli pneumatici, consiste nell’uso di getti a ventaglio, generati a pressione relativamente bassa e portata elevata, con o senza ricorso all’espediente della pulsazione del getto ottenuta per mezzo di trasduttori piezoelettrici o elettromagnetici. Gli alti costi energetici dei processi, come la separazione meccanica, rappresentano però un impedimento in questo senso, mentre la tecnologia “water jet”, nonostante anch’essa caratterizzata da un notevole consumo energetico, offre come vantaggi la semplicità del trattamento unita ad una poca rilevante quantità di emissioni, che la rende certamente più sostenibile. In più, al contrario della separazione meccanica, permette anche il recupero dell’acciaio armonico presente negli pneumatici, in eccellenti condizioni, che lo rendono immediatamente pronto al riutilizzo e l’ottenimento di un polverino e di un granulato di gomma, altamente graditi al mercato.